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| 20 gen 2023 | 13:41

Controlli dei Nas sui "gettonisti": medici con più di 70 anni e professionisti non formati. Ugl Salute: "Assolutamente preoccupante"

A seguito delle verifiche i Nas avevano segnalato 205 persone in totale a livello nazionale, tra responsabili di cooperative, titolari di strutture sanitarie e operatori sanitari. Sul tema è intervenuto anche il ministro Schillaci. Ugl Salute: "Su oltre 1.500 medici in servizio ospedaliero attraverso cooperative alcuni non avevano adeguate competenze per operare nella unità assegnate"

Controlli dei Nas sui "gettonisti": medici con più di 70 anni e professionisti non formati
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Bisogna assolutamente fermare l’utilizzo dei medici a gettone. Se non lo si farà in fretta potrebbe essere questa la mossa che farà crollare definitivamente il Ssn". Sono queste le parole del segretario nazionale Gianluca Giuliano, della Ugl Salute che commenta l'operazione dei Nas condotta a fine dello scorso anno. Un tema affrontato anche dal ministro alla Salute Schillaci.

 

E' stato proprio dalla metà del mese di novembre 2022 che i carabinieri dei Nas, d’intesa con il Ministero della Salute, avevano condotto mirati servizi di controllo su tutto il territorio nazionale in strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, che per sopperire alla carenza di personale e garantire l’erogazione minima dei servizi di cura ed assistenza, ricorrono a contratti di appalto per professionalità sanitarie (medici, infermieri e operatori sanitari) forniti da società esterne, solitamente riconducibili a cooperative. 

 

A seguito di queste verifiche i Nas avevano segnalato 205 persone in totale, tra responsabili di cooperative, titolari di strutture sanitarie e operatori sanitari, di cui 83 all’autorità giudiziaria e 122 a quella amministrativa, riporta il Ministero della salute.

 

Erano stati deferiti 8 titolari di cooperative. In particolare era stata accertata la fornitura di medici da parte di cooperative con età anagrafica superiore a quella stabilita da contratto, anche sopra i 70 anni, e l’impiego esternalizzato di risorse umane non adatto a esigenze di specifici reparti ospedalieri, come la fornitura presso reparti di "ostetricia e ginecologia" di personale sanitario, tra cui medici generici, non formato a gestire parti cesarei o, ancora, personale medico da impiegare presso il pronto soccorso non specializzato in "medicina di urgenza".

 

"I Nas, affiancati al Ministero della salute, hanno effettuato verifiche a campione su oltre 1.500 medici in servizio ospedaliero attraverso cooperative - dichiara Ugl Salute -. Il risultato non è solo sconfortante ma assolutamente preoccupante. Alcuni non avevano adeguate competenze per operare nella unità assegnate. Altri erano in servizio, chiamati dalle cooperative, pur avendo un contratto in essere con gli ospedali, altri ancora avevano superato la soglia dei 70 anni e quindi, a norma di legge, non utilizzabili".

 

Come più volte accertato tutto questo a fronte di stipendi più elevati rispetto ai colleghi che lavorano nel pubblico (Qui la testimonianza). "Il ministro Schillaci nei giorni scorsi ha dichiarato di voler intervenire con la massima urgenza - conclude Giuliano - per porre fine a questo scempio e tornare a rendere attrattiva la professione medica attraverso interventi strutturali, in accordo anche con il mondo universitario, e adeguamenti degli emolumenti. Non c’è tempo da perdere perché bisogna frenare l’emorragia che sta svuotando le corsie degli ospedali. Se non si interverrà il tracollo del Ssn sarà inevitabile".

 

Un problema che vede coinvolto anche il Trentino, dove per ora non sembrano essere presenti vere e proprie cooperative, ma dove i gettonisti vengono utilizzati in modo sempre più ingente.

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